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Questa sera alle 20.45 a Kiev, in Ucraina, Spagna e Italia giocheranno la finale degli Europei di calcio. La partita si può vedere in tv e in chiaro su Rai Uno, RaiSport 1 e Rai HD.

Finale Europei 2012

Se non avete una tv a portata di mano

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Il Cuore azzurro contro i rocciosi Teutoni


Europei 2012: tra Cassanate e scommesse alla SNAI l’Italia giunge in semifinale. L’arma segreta? Boh, forse la maionese sulla testa di Balotelli, che sicuramente deconcentra gli avversari. Abbiamo raccolto in questo post i tweet,

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Non l’avevamo mai fatto ma questa volta ci sbilanciamo. La notizia: Super Mario (con il fratello, Luigi) tifa Italia. È l’ottantasettesimo. È la semifinale del campionato europeo 2012. Siamo in vantaggio di 2 goal.

Super Mario

Era a Dortmund, sei anni fa. Stessa spiaggia. Stesso risultato. Un luglio simile a questo giugno dantesco, con Caronte sulle città, gli italiani in finestra e le bandiere ai semafori. Erano in bianco anche quella volta. E in bianco,

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Vi ricordate l’ormai celeberrimo polpo Paul? No? Allora cercherò di rinfrescarvi la memoria.

I mondiali di calcio del 2010, per la prima volta nella storia giocati in terra sudafricana, furono caratterizzati da due cose: nle fastidiosissime se non quantomai bizzarre vuvuzelas ed il polpo Paul.

Polpo Paul

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Fortunatamente quest’anno non si è verificato. Non si è ripetuta la triste se non quantomeno sospetta esperienza degli europei in terra lusitana, nel 2004, quando Svezia e Danimarca ci hanno confezionato un bel “biscotto”.

Stiamo ovviamente parlando di calcio. Ma che cosa c’entra il calcio con i biscotti? C’entra eccome.

Innanzitutto una premessa. Il biscotto è una specie di

biscotto

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Ore 16:00. Inizia la seconda partita del girone F: Italia – Nuova Zelanda. La vittoria sembra scontata, tanto che i bookmakers davano l’Italia vincente ad una quota praticamente rasoterra: 1,15. Praticamente nessun guadagno. I tifosi, compreso il sottoscritto, erano ottimisti, nonostante il pareggio scarno che aveva caratterizzato l’esordio de Campioni del Mondo al mondiale sudafricano.

Dopo 8 minuti, l’impensabile: siamo sotto. Guardo incredulo il maxischermo… L’unico pensiero che ho è: “Non è possibile”.  I neozelandesi presenti allo stadio esultano in maniera sfrenata. In fondo, con questo gol, il loro mondiale lo hanno vinto.

Dopo il gol, com’era prevedibile, una sola squadra in campo. Però, qualcosa non quadrava. Se me ne sono accorto io, vuol dire che era davvero evidente.: non arrivavamo mai sotto porta. Abbiamo fatto una fatica enorme a creare gioco, nonostante avessimo sempre il controllo della palla.  Solo un tiro di Montolivo dalla distanza, riesce a riaccendere un po’ di entusiasmo. Palo.

Il pareggio è frutto di un’ingenuità difensiva della Nuova Zelanda. Atterrato in area De Rossi, calcio di rigore. Tiro di Iaquinta, gol. Grande esultanza da parte di tutti, quasi come se avessimo segnato contro il Brasile (che, mentre vi scrivo, sta asfaltando la Costa d’Avorio, avversario ben più temibile della Nuova Zelanda, vincendo per 3 a 1). Forse era l’unico modo per sbloccare la situazione. A quel punto, pensavo di vedere un secondo tempo a senso unico, con una quantità infinita di tiri in porta. Delusione. Al rientro in campo, qualche cambio, ma il tema tattico è sempre lo stesso: grande possesso palla, ma i nostri attacchi si sono sempre infranti sulla diga eretta dai neozelandesi, che portano a casa un pareggio storico, contro i Campioni del Mondo in carica (se giochiamo così ancora per poco).

Lippi, intervistato, a fine partita, ha risposto alla provocazione dei giornalisti sulle convocazioni, dicendo di aver fatto le migliori scelte possibili, aggiungendo che a casa non ci sono fenomeni. Però, guardando i giocatori in campo, e qualcuno degli esclusi “illustri”, qualche dubbio mi viene. Magari, al posto di un Gilardino irriconoscibile, che non aveva certo brillato in campionato, un’altra punta si poteva portare. Magari, al posto di un Cannavaro sempre protagonista nei gol dei nostri avversari, con “qualche” primavera di troppo, un altro difensore si poteva portare. Non servivano fenomeni. Bastavano dei buoni giocatori. Ma, il dubbio più grande, mi viene pensando alla fase di costruzione. Con Pirlo infortunato, il solo Montolivo, che oggi ha fatto un’ottima partita, ma che non basta per portare a casa i 3 punti, qualche altro giocatore “fantasioso”, si poteva portare. Ed ogni riferimento è puramente casuale.