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Facebook è il social network per eccellenza, usato da tutti noi ogni giorno. Chi infatti può dire di non avere un account o un “profilo” in questa piattaforma? Tutti noi conosciamo le funzionalità e la grafica del sito internet. Ma sarà sempre stato così? Vediamo la sua evoluzione in questo articolo, preso dal sito www.bigthink.it

Thefacebook

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L’estate è arrivata. Almeno così dice il calendario. Non il tempo, perchè il freddo è tornato a farsi sentire. Mentre tiriamo fuori dagli angoli remoti degli armadi le giacche, forse troppo presto accantonate, non si può non notare che oramai le mezze stagioni non ci sono più. Da qualche anno a questa parte, il passaggio dall’inverno all’estate, e viceversa, è caratterizzato da un grande sbalzo di temperatura, mettendoci ko per qualche settimana. Ma presto il caldo arriverà. E con lui, le tanto sognate vacanze. Mare o Montagna. Città o Campagna. Tirreno o Adriatico. Italia o all’Estero. Molte, troppe incognite,. Una sola certezza: il viaggio.

Molti di noi lavorano o studiano distanti da casa. Ogni giorno dobbiamo sorbirci centinaia di chilometri di asfalto. Con il caro benzina che stringe sempre di più la forbice sui nostri portafogli, tentare di risparmiare qualcosa diventa impossibile.

cinquecento carica pronta per partire per le vacanze

Chi volesse trovare un sistema, per viaggiare in compagnia, e risparmiare qualcosina, può trovare su internet un bellissimo sito: www.passaggio.it. Ecco una breve descrizione, presa direttamente dal sito:

passaggio.it è il portale gratuito di car pooling per l’Italia e l’Europa!
Il termine “car pooling” deriva dall’inglese (car = macchina, pooling = associare) e designa l’uso condiviso di un’auto da parte di più persone che compiono la stessa tratta.passaggio.it è la versione italiana del sito tedesco mitfahrgelegenheit.de, creato nel 2001, che oggi è la piattaforma di car pooling più conosciuta in Europa. Tramite questa sono stati compiuti migliaia di viaggi e, diminuendo il numero delle auto in circolazione, si è apportato un contributo rilevante alla riduzione delle emissioni di CO2.

La nostra piattaforma è pensata per i pendolari, per chi per motivi di studio e di lavoro deve percorrere giornalmente o saltuarialmente dei lunghi tragitti e anche per coloro che vogliono viaggiare in auto in modo economico ed ecologico. passaggio.it è un punto di incontro per tutti quelli che sono alla ricerca o che offrono un passaggio, sia esso giornaliero che occasionale.

Chi percorre una data tratta e vuole offrire un passaggio auto, può pubblicare gratuitamente il suo annuncio sul sito e trovare così compagni di viaggio. In tal modo non solo risparmia denaro, condividendo le spese di carburante (e di pedaggio), ma contribuisce attivamente a proteggere il clima riducendo le emissione di anidride carbonica nell’aria. In più viaggiando in compagnia, le ore trascorse in auto non saranno più grigie e noiose!

Chi cerca un passaggio ha a disposizione uno strumento di ricerca semplice ed efficace e, può mettersi direttamente in contatto con il conducente (tramite la nostra mailbox, o per e-mail o telefono) e arrivare a destinazione in modo comodo, conveniente e veloce!

Un’idea pratica e moderna, per viaggiare in compagnia, rispiarmiando qualcosina.


Ore 16:00. Inizia la seconda partita del girone F: Italia – Nuova Zelanda. La vittoria sembra scontata, tanto che i bookmakers davano l’Italia vincente ad una quota praticamente rasoterra: 1,15. Praticamente nessun guadagno. I tifosi, compreso il sottoscritto, erano ottimisti, nonostante il pareggio scarno che aveva caratterizzato l’esordio de Campioni del Mondo al mondiale sudafricano.

Dopo 8 minuti, l’impensabile: siamo sotto. Guardo incredulo il maxischermo… L’unico pensiero che ho è: “Non è possibile”.  I neozelandesi presenti allo stadio esultano in maniera sfrenata. In fondo, con questo gol, il loro mondiale lo hanno vinto.

Dopo il gol, com’era prevedibile, una sola squadra in campo. Però, qualcosa non quadrava. Se me ne sono accorto io, vuol dire che era davvero evidente.: non arrivavamo mai sotto porta. Abbiamo fatto una fatica enorme a creare gioco, nonostante avessimo sempre il controllo della palla.  Solo un tiro di Montolivo dalla distanza, riesce a riaccendere un po’ di entusiasmo. Palo.

Il pareggio è frutto di un’ingenuità difensiva della Nuova Zelanda. Atterrato in area De Rossi, calcio di rigore. Tiro di Iaquinta, gol. Grande esultanza da parte di tutti, quasi come se avessimo segnato contro il Brasile (che, mentre vi scrivo, sta asfaltando la Costa d’Avorio, avversario ben più temibile della Nuova Zelanda, vincendo per 3 a 1). Forse era l’unico modo per sbloccare la situazione. A quel punto, pensavo di vedere un secondo tempo a senso unico, con una quantità infinita di tiri in porta. Delusione. Al rientro in campo, qualche cambio, ma il tema tattico è sempre lo stesso: grande possesso palla, ma i nostri attacchi si sono sempre infranti sulla diga eretta dai neozelandesi, che portano a casa un pareggio storico, contro i Campioni del Mondo in carica (se giochiamo così ancora per poco).

Lippi, intervistato, a fine partita, ha risposto alla provocazione dei giornalisti sulle convocazioni, dicendo di aver fatto le migliori scelte possibili, aggiungendo che a casa non ci sono fenomeni. Però, guardando i giocatori in campo, e qualcuno degli esclusi “illustri”, qualche dubbio mi viene. Magari, al posto di un Gilardino irriconoscibile, che non aveva certo brillato in campionato, un’altra punta si poteva portare. Magari, al posto di un Cannavaro sempre protagonista nei gol dei nostri avversari, con “qualche” primavera di troppo, un altro difensore si poteva portare. Non servivano fenomeni. Bastavano dei buoni giocatori. Ma, il dubbio più grande, mi viene pensando alla fase di costruzione. Con Pirlo infortunato, il solo Montolivo, che oggi ha fatto un’ottima partita, ma che non basta per portare a casa i 3 punti, qualche altro giocatore “fantasioso”, si poteva portare. Ed ogni riferimento è puramente casuale.


E’ stata da poco rilasciata la versione premium definitiva della suite microsoft più famosa e diffusa al mondo: Microsoft Office. C’è già chi elogia questo nuovo software, e chi invece, deluso dalla versione 2007, non ne ha neanche voluto sentirne parlare.  In ogni caso, la software house di Bill Gates sta immettendo sul mercato questo nuovo software, che presto arriverà anche nei nostri pc. Già da tempo è possibile trovare, in rete, delle versioni beta, per capire come sarà poi la versione definitiva. Per togliere eventuali dubbi sull’utilizzo o meno di questo software, vi riporto questo articolo, preso dal sito del Sole 24 Ore, tendenzialmente imparziale:

Microsoft Office 2010

Premium in prova
Lo abbiamo provato in versione definitiva (Professional Plus scaricata dal network degli sviluppatori Microsoft Msdn) su tre diverse macchine: un desktop massiccio autoassemblato, con processore quadricore Amd, 8 Gb di Ram e scheda madre Asus top di gamma, su un portatile made in Italy agile come l’Olidata Uleader Altro, sul nuovo Olivetti S1300 e e su un netbook neanche troppo aggiornato, con processore N270 ma con 2 GB di memoria ram.
La prima impressione è positiva: l’installazione su qualsiasi macchina è veloce e procede senza intoppi. Terminata questa fase, il software è pronto. Doppio click e la schermata di splash parte e rende disponibili i programmi fondamentali che costituiscono il pacchetto (Word, Excel, PowerPoint, Acces e Outlook). Tutti hanno subìto una ventata di rinnovamento, si nota subito che il pacchetto è nuovo. La sensazione è proprio quella che siano state rimesse le cose a posto dopo la fuga in avanti della non troppo fortunata edizione 2007. Va detto tuttavia che Office 2010 non introduce dal punto di vista funzionale elementi di dirompente novità, il pacchetto nelle linee base rimane quello conosciuto. È difficile fare qualcosa di veramente inedito sul fronte della produttività individuale. Il bello del nuovo Office non è tanto nelle componenti tradizionali quanto nella sopracitata doppia natura online e offline. E così si può lavorare direttamente dal browser, strumento molto comodo soprattutto quando si è in mobilità e non si usa la propria postazione o il proprio pc. Office Web Apps permette di accedere ovunque ai documenti personali e di lavoro.
Lavoro condiviso.
Il principale obiettivo di una suite per la produttività personale dovrebbe essere di semplificare il lavoro. Tutte le attività legate all’ufficio, ma no solo, nell’ipotesi ideale si trovano a portata di un clic, o poco più. Questa la logica che sembra animare Office 2010. Nel corso degli anni, le suite si sono dimostrate sempre permeabili alle esigenze dei gruppi di lavoro così come a quelle degli individui. A questa versatilità, la società di Redmond ha abbinato un’infrastruttura che si connettesse con le sue soluzioni proprietarie, Sharepoint in primis. Ebbene, ora con la release 2010 si rinsalda il rapporto tra applicativo locale e condivisione nel team tramite una serie di funzioni che aprono a un approccio più social. Protagonista di questa evoluzione è l’Outlook Social Connector, che integra le piattaforme di Microsoft e quelle di terze parti. Nel concreto, rende possibile la condivisione via Windows Live, Skydrive e, qui è la novità, anche a Linkedin, Myspace e Facebook. Un vero portale per la comunicazione in stile social network, che funziona piuttosto bene perché assicura l’aggregamento dei contatti, siano essi inerenti alla rubrica o community. Ma non è solo questa la sorpresa di Outlook: i messaggi ora sono organizzati sotto forma di chat, mentre (finalmente) il client e-mail è molto meno massiccio rispetto al passato, così funziona persino sui netbook.

Cura dimagrante

Una cura dimagrante a cui sono state sottoposte anche le altre applicazioni di Office 2010, che ora girano anche sui pc più datati. Lo si evince subito dal tempo di caricamento: pochi secondi per trovarsi di fronte al menu a ribbon, lo stesso che è stato introdotto con la release 2007. Chi non è passato da quest’ultima edizione potrebbe trovarsi disorientato: i comandi sono organizzati in modo diverso rispetto al passato, tuttavia basta abituarsi un po’ per capire come sia tutto più semplice. Le funzioni sono raggruppate per pannelli omogenei, se non fosse abbastanza intuitiva la scelta di Microsoft ora è possibile creare ribbon personalizzati. Excel e Word hanno subito miglioramenti abbastanza marginali (anche se risultano più semplici, per esempio, nell’impostare le funzioni per trattare i dati grezzi), mentre Powerpoint 2010 ora dispone di un editor di foto e video che permette di manipolare i contenuti con strumenti di ritocco e montaggio.

Compatibilità
Nell’uso si apprezza come tutti i tool siano molto rispondenti: provato anche sul netbook, i tempi di risposta sono stati bassi in qualunque occasione. E poi grazie alla tecnologia Backstage recuperare i documenti su cui si è lavorato è ancora più semplice, perché sono elencati nel pannello di gestione dei file. Rispetto all’esigente 2007, Office 2010 è un passo in avanti in fatto di prestazioni, e non da poco. Altra novità è che i file si salvano nei formati Ooxml (Office Open Xml) e Odf, quello cioè introdotto con OpenOffice e diventato standard ufficiale. La versione 2010 convince su tutta la linea, in particolar modo se si tiene in considerazione che è studiata per operare in cloud quando sarà disponibile la versione on-line della suite. Per ora questo ulteriore metodo di sharing non è ancora disponibile ma promette una vera rivoluzione su come si lavora con gli strumenti di Microsoft.

I prezzi
Con Office 2010, Microsoft ha fatto un bel lavoro – e si confermano le impressioni di qualche mese fa quando provammo la versione Beta: è quasi esente da critiche funzionali ma viene da chiedersi una volta di più perché la suite sia così ricca di funzioni accessorie spesso di dubbia utilità che poi, in pratica, ben pochi usano ma che pagano a caro prezzo. Office 2010 costerà nella versione top 500 euro (parte da 100), un bel po’ meno della versione 2007 che arrivava a costare quasi 800 euro. Non poco, per un prodotto commerciale il cui monopolio è minacciato da pacchetti gratuiti e performanti come OpenOffice che non offrono gli optional e la ricchezza estetica di Microsoft ma, in fin dei conti, sono ottimi e onesti compagni di lavoro.

Forse è rivoluzionaria, forse solo una rivisitazione della versione 2007. Non lo so. Però un pensierino, onestamente, ce lo sto facendo.


Ogni partita del mondiale sudafricano è caratterizzata, più di ogni altra cosa, dalle vuvuzelas, una trombetta a fiato, che emette un unico suono. 80.000 tifosi, tutti armati di questo strumento, si presentano allo stadio. Dal primo all’ultimo minuto di ogni partita, un solo rumore (NOTA BENE: rumore, non suono) sovrasta tutti gli altri: quello delle vuvuzelas. Fastidioso? Non avete un fratello fisarmonicista! Scherzi a parte, è un rumore difficile da sopportare. Infatti, dopo 10 minuti di tortura, perchè di questo si tratta, sono stato costretto ad abbassare il volume della televisione al minimo, a scapito della telecronaca. Forse una scelta radicale, ma la salute innanzitutto.

C’è anche chi, con il mio stesso problema, si è spremuto le meningi, ed ha trovato una soluzione migliore. Il suo nome è Tobias Herre, un tifoso tedesco, appassionato di musica  e informatica, è riuscito a trovare il bandolo della matassa. Ha elaborato, infatti, un software in grado di eliminare le frequenze che ospitano il rumore della vuvuzela, lasciando tutte le altre. In questo modo, è possibile ascoltare la telecronaca, senza il fastidiosissimo rumore.

Qui di seguito il tutorial, pubblicato dallo stesso autore, che mostra come rendere possibile il sogno di chi, come me, non può più sopportare il rumore dello strumento sudafricano.

Vediamo la spiegazione, riportata dal sito www.tuttogratis.it:

Nel caso della vuvuzela abbiamo a che fare con un suono particolarmente acuto, composto da due toni particolarmente potenti. La vuvuzela esce ad una frequenza di circa 233 Hertz.

Con una piccola modifica possiamo rimuovere il suono emesso dalla vuvuzela. Per farlo, basta usare un qualsiasi computer dotato di scheda audio e di un software specifico. Importantissimo, per poter rimuovere il fastidioso rumore dobbiamo collegare il PC alla TV, e tenere in esecuzione il programma per tutta la durata della partita. Se segui i mondiali in streaming video, non è necessario collegare il computer al televisore.

L’autore usa un Mac Mini, ma va bene anche un computer, fisso o portatile, di qualsiasi tipo. I software utilizzati sono Logic Express e Garage Band, due programmi commerciali diffusi sia in ambito professionale che casalingo, ottimi per ripulire i file audio dai rumori di fondo e creare canzoni con il computer.

Vediamo come procedere con Logic:

Dopo che Logic Express è stato avviato, cliccare su impostazioni – periferiche audio – strumenti e creare una nuova traccia. Per registrare, clicchiamo sul tasto rosso denominato registra.

Vuvuzela 1

Equalizziamo la traccia per quattro volte. Il procedimento può sembrare complesso, ma è necessario per eliminare il suono della odiatissima trombetta.

Vuvuzela 2

Equalizzare la traccia seguendo questo schema. Importante, non muovere le curve con il mouse, ma lasciare esattamente i valori già impostati, oppure inserire la stessa frequenza che si vede nell’immagine, tramite la tastiera.

Vuvuzela 3

Seguire questo schema per equalizzare anche la traccia che rimuoverà il suono della vuvuzela.

Vuvuzela 4

Fatto? Bene, adesso ti sei liberato dal suono della vuvuzela!

FINALMENTE!!!!


I mondiali di calcio sudafricani sono ormai iniziati. Siamo già nel vivo dello svolgimento, qualche emozione già vissuta. Sembra tutto perfetto, come al solito. Solo una cosa ha deluso le mie aspettative: la trasmissione delle partite. La Rai, infatti, ci aveva letteralmente bombardati, con la sua campagna pubblicitaria pro mondiali, dicendo di dare la possibilità di seguire tutto il mondiale nei suoi canali. Ora, dati alla mano, mi accorgo che i dirigenti della televisione nazionale hanno un concetto strano di “tutto il mondiale”. Infatti, delle 64 partite del mondiale, solo 25 saranno trasmesse dalla Rai. Si, avete letto bene. 25. Meno della metà. E le restanti 39? Non fanno parte di “tutto il mondiale”?

… c’era una volta, nel mondiale nippo-coreano del 2002, un canale rai interamente dedicato ai mondiali…

Che fine ha fatto? Prima era raiuno… e oggi? Oggi… il vuoto.

Per gli abbonati sky, il problema è presto risolto. La piattaforma tv di Murdoch, infatti, trasmetterà veramente “tutto il mondiale”, offrendo ad i suoi abbanotai la visione di tutte le 64 partite della manifestazione, compresi alcuni canali tematici e trasmissioni dedicate.

Ma per noi comuni mortali, che non abbiamo l’abbonamento a sky, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo rassegnarci a seguire solo una parte del mondiale, e seguire il resto per radiocronaca?

Fortunatamente no. Il web e internet ci vengono in soccorso. Certo, non aspettatevi un video da cinema, ne il commento di chissà quale commentatore. Se ci si accontenta di poter semplicemente vedere le partite, meglio se si conosce un po’ di inglese, quello che vi sto per suggerire, fa al caso vostro.

Esistono dei siti esteri, rigorosamente appoggiati a server esteri (in Italia, “stranamente” è tutto a pagamento), che trasmettono in streaming tutte le partite del mondiale. In streaming vuol dire che potrete vedere il video della partita, con il vostro bel browser, semplicemente restando collegati ad internet. Senza dover fare chissà quale magia. Un gioco da ragazzi, insomma.

I siti che vi suggerisco, sono:

http://www.nkora.net – Molto fluido, ma video poco definito. Commento in Inglese.

http://iraqgoals.tv – Video  fluido, ma richiede una maggiore velocità di connessione – Commento in Inglese o in Arabo.

Il gratis è sempre più bello!!!!

Detto questo, non mi resta che augurarvi… buona visione!

Pronti… Via!!!

Pubblicato: 11 giugno 2010 in Sport
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Proprio nel momento in cui mi accingo a scrivere questo post, si è appena conclusa la cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio 2010. Sta per iniziare la prima partita, che vedono di fronte il Sud Africa, paese ospitante, contro la nazionale Messicana, che già ha dato una piccola delusione a noi azzurri qualche giorno fa.

Tralasciando  i vari pronostici, il momento è fondamentale, persino storico, per tutta l’Africa. Per la prima volta, infatti, questa competizione viene svolta nel “Continente Nero”. Dal punto di vista organizzativo, nell’ultimo anno, è stato fatto un passo da gigante, arrivando ad avere stadi imperiosi, della portata di 90.000 tifosi (circa 10.000 più di San Siro, per intenderci).

Inni nazionali… Prima quello messicano, poi è la volta dei “Bafana Bafana”. Giocatori con il cuore i gola, che aspettano solo quel momento: il calcio d’inizio. Non nascondo che un minimo di tensione la provo anche io… Si tratta pur sempre di una cerimonia di apertura, anche se non ci coinvolge direttamente. Staremo a vedere cosa sapranno fare i padroni di casa, ansiosi di stupire il mondo in casa loro.

Ma ora basta con le premesse… è ora di scendere in campo!