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Vi ricordate l’ormai celeberrimo polpo Paul? No? Allora cercherò di rinfrescarvi la memoria.

I mondiali di calcio del 2010, per la prima volta nella storia giocati in terra sudafricana, furono caratterizzati da due cose: nle fastidiosissime se non quantomai bizzarre vuvuzelas ed il polpo Paul.

Polpo Paul

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Italia – Inghilterra. Il cuore italiano contro i leoni di sua maestà.


Fortunatamente quest’anno non si è verificato. Non si è ripetuta la triste se non quantomeno sospetta esperienza degli europei in terra lusitana, nel 2004, quando Svezia e Danimarca ci hanno confezionato un bel “biscotto”.

Stiamo ovviamente parlando di calcio. Ma che cosa c’entra il calcio con i biscotti? C’entra eccome.

Innanzitutto una premessa. Il biscotto è una specie di

biscotto

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Ore 16:00. Inizia la seconda partita del girone F: Italia – Nuova Zelanda. La vittoria sembra scontata, tanto che i bookmakers davano l’Italia vincente ad una quota praticamente rasoterra: 1,15. Praticamente nessun guadagno. I tifosi, compreso il sottoscritto, erano ottimisti, nonostante il pareggio scarno che aveva caratterizzato l’esordio de Campioni del Mondo al mondiale sudafricano.

Dopo 8 minuti, l’impensabile: siamo sotto. Guardo incredulo il maxischermo… L’unico pensiero che ho è: “Non è possibile”.  I neozelandesi presenti allo stadio esultano in maniera sfrenata. In fondo, con questo gol, il loro mondiale lo hanno vinto.

Dopo il gol, com’era prevedibile, una sola squadra in campo. Però, qualcosa non quadrava. Se me ne sono accorto io, vuol dire che era davvero evidente.: non arrivavamo mai sotto porta. Abbiamo fatto una fatica enorme a creare gioco, nonostante avessimo sempre il controllo della palla.  Solo un tiro di Montolivo dalla distanza, riesce a riaccendere un po’ di entusiasmo. Palo.

Il pareggio è frutto di un’ingenuità difensiva della Nuova Zelanda. Atterrato in area De Rossi, calcio di rigore. Tiro di Iaquinta, gol. Grande esultanza da parte di tutti, quasi come se avessimo segnato contro il Brasile (che, mentre vi scrivo, sta asfaltando la Costa d’Avorio, avversario ben più temibile della Nuova Zelanda, vincendo per 3 a 1). Forse era l’unico modo per sbloccare la situazione. A quel punto, pensavo di vedere un secondo tempo a senso unico, con una quantità infinita di tiri in porta. Delusione. Al rientro in campo, qualche cambio, ma il tema tattico è sempre lo stesso: grande possesso palla, ma i nostri attacchi si sono sempre infranti sulla diga eretta dai neozelandesi, che portano a casa un pareggio storico, contro i Campioni del Mondo in carica (se giochiamo così ancora per poco).

Lippi, intervistato, a fine partita, ha risposto alla provocazione dei giornalisti sulle convocazioni, dicendo di aver fatto le migliori scelte possibili, aggiungendo che a casa non ci sono fenomeni. Però, guardando i giocatori in campo, e qualcuno degli esclusi “illustri”, qualche dubbio mi viene. Magari, al posto di un Gilardino irriconoscibile, che non aveva certo brillato in campionato, un’altra punta si poteva portare. Magari, al posto di un Cannavaro sempre protagonista nei gol dei nostri avversari, con “qualche” primavera di troppo, un altro difensore si poteva portare. Non servivano fenomeni. Bastavano dei buoni giocatori. Ma, il dubbio più grande, mi viene pensando alla fase di costruzione. Con Pirlo infortunato, il solo Montolivo, che oggi ha fatto un’ottima partita, ma che non basta per portare a casa i 3 punti, qualche altro giocatore “fantasioso”, si poteva portare. Ed ogni riferimento è puramente casuale.


Ogni partita del mondiale sudafricano è caratterizzata, più di ogni altra cosa, dalle vuvuzelas, una trombetta a fiato, che emette un unico suono. 80.000 tifosi, tutti armati di questo strumento, si presentano allo stadio. Dal primo all’ultimo minuto di ogni partita, un solo rumore (NOTA BENE: rumore, non suono) sovrasta tutti gli altri: quello delle vuvuzelas. Fastidioso? Non avete un fratello fisarmonicista! Scherzi a parte, è un rumore difficile da sopportare. Infatti, dopo 10 minuti di tortura, perchè di questo si tratta, sono stato costretto ad abbassare il volume della televisione al minimo, a scapito della telecronaca. Forse una scelta radicale, ma la salute innanzitutto.

C’è anche chi, con il mio stesso problema, si è spremuto le meningi, ed ha trovato una soluzione migliore. Il suo nome è Tobias Herre, un tifoso tedesco, appassionato di musica  e informatica, è riuscito a trovare il bandolo della matassa. Ha elaborato, infatti, un software in grado di eliminare le frequenze che ospitano il rumore della vuvuzela, lasciando tutte le altre. In questo modo, è possibile ascoltare la telecronaca, senza il fastidiosissimo rumore.

Qui di seguito il tutorial, pubblicato dallo stesso autore, che mostra come rendere possibile il sogno di chi, come me, non può più sopportare il rumore dello strumento sudafricano.

Vediamo la spiegazione, riportata dal sito www.tuttogratis.it:

Nel caso della vuvuzela abbiamo a che fare con un suono particolarmente acuto, composto da due toni particolarmente potenti. La vuvuzela esce ad una frequenza di circa 233 Hertz.

Con una piccola modifica possiamo rimuovere il suono emesso dalla vuvuzela. Per farlo, basta usare un qualsiasi computer dotato di scheda audio e di un software specifico. Importantissimo, per poter rimuovere il fastidioso rumore dobbiamo collegare il PC alla TV, e tenere in esecuzione il programma per tutta la durata della partita. Se segui i mondiali in streaming video, non è necessario collegare il computer al televisore.

L’autore usa un Mac Mini, ma va bene anche un computer, fisso o portatile, di qualsiasi tipo. I software utilizzati sono Logic Express e Garage Band, due programmi commerciali diffusi sia in ambito professionale che casalingo, ottimi per ripulire i file audio dai rumori di fondo e creare canzoni con il computer.

Vediamo come procedere con Logic:

Dopo che Logic Express è stato avviato, cliccare su impostazioni – periferiche audio – strumenti e creare una nuova traccia. Per registrare, clicchiamo sul tasto rosso denominato registra.

Vuvuzela 1

Equalizziamo la traccia per quattro volte. Il procedimento può sembrare complesso, ma è necessario per eliminare il suono della odiatissima trombetta.

Vuvuzela 2

Equalizzare la traccia seguendo questo schema. Importante, non muovere le curve con il mouse, ma lasciare esattamente i valori già impostati, oppure inserire la stessa frequenza che si vede nell’immagine, tramite la tastiera.

Vuvuzela 3

Seguire questo schema per equalizzare anche la traccia che rimuoverà il suono della vuvuzela.

Vuvuzela 4

Fatto? Bene, adesso ti sei liberato dal suono della vuvuzela!

FINALMENTE!!!!

Pronti… Via!!!

Pubblicato: 11 giugno 2010 in Sport
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Proprio nel momento in cui mi accingo a scrivere questo post, si è appena conclusa la cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio 2010. Sta per iniziare la prima partita, che vedono di fronte il Sud Africa, paese ospitante, contro la nazionale Messicana, che già ha dato una piccola delusione a noi azzurri qualche giorno fa.

Tralasciando  i vari pronostici, il momento è fondamentale, persino storico, per tutta l’Africa. Per la prima volta, infatti, questa competizione viene svolta nel “Continente Nero”. Dal punto di vista organizzativo, nell’ultimo anno, è stato fatto un passo da gigante, arrivando ad avere stadi imperiosi, della portata di 90.000 tifosi (circa 10.000 più di San Siro, per intenderci).

Inni nazionali… Prima quello messicano, poi è la volta dei “Bafana Bafana”. Giocatori con il cuore i gola, che aspettano solo quel momento: il calcio d’inizio. Non nascondo che un minimo di tensione la provo anche io… Si tratta pur sempre di una cerimonia di apertura, anche se non ci coinvolge direttamente. Staremo a vedere cosa sapranno fare i padroni di casa, ansiosi di stupire il mondo in casa loro.

Ma ora basta con le premesse… è ora di scendere in campo!


-1… Ci siamo quasi. Oramai non si parla d’altro. Monopolizza le nostre televisioni, i nostri discorsi, persino i nostri pensieri. Cosa? Ma il mondiale di calcio, naturalmente. Ormai mancano poche ore. Per essere precisi 22, nel momento in cui sto scrivendo.

Mondiale 2010 in Sud Africa

L’interesse è cresciuto in maniera esponenziale.  L’interesse ma non l’entusiasmo, viste le scarse premesse della nostra nazionale. Poche amichevoli non brillanti, contro avversarie modeste, non hanno certo portato ottimismo, perlomeno non a me. E’ pur vero che anche nel 2006 non eravamo favorito, ed abbiamo finito il 9 luglio cantando i white stripes, difficilmente quest’anno rivederemo lo stesso finale, anche se la speranza c’è sempre. Nel frattempo, volevo condividere con voi questa canzone, adattissima al mondiale. Si chiama Waving flag. Anche se ufficialmente hanno scelto la canzone di Shakira, come inno ufficiale del mondiale, ritengo che questa non sia da meno. Buon ascolto, e… Buon Mondiale  a tutti!!! Forza Azzurri!!!!