Il tessuto che non si smacchia mai

Pubblicato: 27 febbraio 2013 in Curiosità
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Quante volte ci è capitato, magari pochi istanti prima di un appuntamento importantissimo, che una macchia di sugo o di caffè faccia capolino sulla nostra maglia, rendendoci impresentabili. E allora che fare? O cambiarsi al volo, o indossare una di queste maglia, che ho scovato dal sito www.yahoo.it

 

Un tessuto fatto al 95% d’aria. O meglio, un prodigioso rivestimento – che può essere applicato a ogni tipo di abito – che non si macchia. Leggerissimo, quasi un’aura protettiva, su cui non attacca nulla: dal caffè all’alcol passando per l’olio, shampoo, sangue, vernice o acidi di vario genere. Insomma tutto quello che i chimici raccolgono sotto l’etichetta dei fluidi non newtoniani.

Non è un sogno da supereroi – anche se l’Uomo senza macchiasuonerebbe bene – ma una realtà messa a punto da un team di ricercatori dell’università del Michigan guidati da Anish Tuteja: “In realtà ogni tipo di liquido che gli si versa addosso scorre via senza bagnare il tessuto” ha detto lo scienziato, che insieme ai colleghi ha testato il rivestimento bombardandolo con più di 100 materiali diversi. Solo due sono riusciti a penetrare l’invincibile corazza: erano entrambi dei cfc, quelli usati nei frigoriferi e nei condizionatori. Insomma, non esattamente ciò con cui ci si sporca ogni giorno

Oltre a poter essere sfruttato per confezionare ogni tipo di elemento d’abbigliamento, dalle camicie ai pantaloni passando per piumini e giacche, la nuova scoperta statunitense – i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American Chemical Society – tornerà utilissima in molti altri ambiti: da quello medicale allo stesso settore scientifico fino a quello di guerra. Sarà per esempio perfetto per proteggere i soldati contro attacchi chimici, visto che rispedisce al mittente anche acidi e altre sostanze ustionanti per la pelle. A comporre il miracoloso rivestimento un supermix di particelle plastiche di polidimetilsilossano (Pdms) e cubi nanoscopici contenenti carbonio, fluorite, silicone e ossigeno sviluppati dall’aviazione americana.

Gli ingredienti sono fondamentali, è vero. Ma la tessitura di più, visto che riesce ad adagiarsi su qualsiasi superficie creando una rete impenetrabile. I liquidi non attaccano per un paradosso: non toccano quasi mai una superficie solida, vista la trama finissima che crea dei minuscoli cuscinetti d’aria. “Di solito – spiega Tuteja – quando due materiali vengono in contatto fra loro si passano una piccola carica positiva o negativa l’uno con l’altro. Ecco perché appena un liquido entra in contatto con una superficie solida inizia a diffondersi. Noi abbiamo drasticamente tagliato quest’interazione”.

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