Cose da Italia – I divieti in vigore nel Belpaese

Pubblicato: 27 giugno 2012 in Curiosità, Web
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Quando arriva l’estate è inevitabile che le elevate temperature facciano vestirsi di meno oltre a fare passare più tempo libero all’aperto. Ma è anche il periodo, forse complice il gran caldo che talvolta dà alla testa, in cui le amministrazioni comunal si sbizzariscono nel proporre e approvare divieti talvolta ottocenteschi, talvolta semplicemente assurdi. In alcuni Comuni italiani infatti è nata una “tolleranza zero” verso alcune attività non propriamente criminali come baciarsi, stendere gli asciugamani dai balconi o sedersi in una panchina.

divieti assudi

Teggiano, in provincia di Salerno, dal mese di maggio la scure è caduta sul calcio Balilla, noto anche come calcetto o biliardino: tra aprile e settembre divieto assoluto di giocare dopo le 22, mentre di inverno addirittura vietato dopo le 20. Chissà se a causare il divieto sno stati scontri tra ultrà di opposte tifoserie o loschi giri di “calcetto-scommesse”.

Capri le cosidette “regole per il decoro” hanno prodotto giustamente sanzioni piuttosto alte verso i padroni che non raccolgono le deiezioni dei propri cani, ma anche precetti più inusuali come il divieto di usare degli zoccoli di legno o di indossare il costume da bagno in paese.

Il 2008, con l’avvio del pachetto sicurezza dell’allora ministro dell’interno Roberto Maroni, è un anno cruciale per l’avvio di molti divieti bizzarri: in molti Comuni sedersi in una panchina richiedeva più restrizioni che maneggiare del materiale radioattivo: c’era chi faceva divieto di poggiarci i piedi, chi di utilizzarle dopo le 23, addirittura il divieto di sedersi per i minori di 70 anni. Probabile quindi che in quei paese una panchina rappresenti il massimo della trasgressione. In altri Comuni si vietò invece l’ingresso nei parchi pubblici a più di due persone per volta.

Eboli invece fino a 500€ di multa a chi venga sorpreso a scambiarsi effusioni in autocon il proprio partner. Nella vicina Salerno sono invece fuorilegge i nani da giardino, accusati dell’ “alterazione dell’ambiente naturale”. A Castellamare di Stabia l’ordinanza del 2010 che vietava di indossare abiti succinti, denominazione che comprende mingonne e magliette scollate, ha fatto parlare di sè anche fuori dai confini nazionali, attirando l’attenzione della stampa internazionale, dall’australiano Daily Telegraph all’americano Huffington Post.

Andando verso Nord, troviamo il sindaco di Mariano Comense che vieta la sosta in cittàa «camper, furgoni, autoveicoli e tende o attrezzature da campeggio», il sindaco di Savona che vieta la vendita dei kebab. Mentre è stata smentita pubblicamente la voce che a Eraclea fosse vietata la costruzione di castelli di sabbia: il divieto si riferiva solamente allo scavo di buche troppo grandi  che potessero in qualche modo essere un pericolo per i bagnanti.

(Fonte www.net1news.com)

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