Archivio per 20 giugno 2010


Ore 16:00. Inizia la seconda partita del girone F: Italia – Nuova Zelanda. La vittoria sembra scontata, tanto che i bookmakers davano l’Italia vincente ad una quota praticamente rasoterra: 1,15. Praticamente nessun guadagno. I tifosi, compreso il sottoscritto, erano ottimisti, nonostante il pareggio scarno che aveva caratterizzato l’esordio de Campioni del Mondo al mondiale sudafricano.

Dopo 8 minuti, l’impensabile: siamo sotto. Guardo incredulo il maxischermo… L’unico pensiero che ho è: “Non è possibile”.  I neozelandesi presenti allo stadio esultano in maniera sfrenata. In fondo, con questo gol, il loro mondiale lo hanno vinto.

Dopo il gol, com’era prevedibile, una sola squadra in campo. Però, qualcosa non quadrava. Se me ne sono accorto io, vuol dire che era davvero evidente.: non arrivavamo mai sotto porta. Abbiamo fatto una fatica enorme a creare gioco, nonostante avessimo sempre il controllo della palla.  Solo un tiro di Montolivo dalla distanza, riesce a riaccendere un po’ di entusiasmo. Palo.

Il pareggio è frutto di un’ingenuità difensiva della Nuova Zelanda. Atterrato in area De Rossi, calcio di rigore. Tiro di Iaquinta, gol. Grande esultanza da parte di tutti, quasi come se avessimo segnato contro il Brasile (che, mentre vi scrivo, sta asfaltando la Costa d’Avorio, avversario ben più temibile della Nuova Zelanda, vincendo per 3 a 1). Forse era l’unico modo per sbloccare la situazione. A quel punto, pensavo di vedere un secondo tempo a senso unico, con una quantità infinita di tiri in porta. Delusione. Al rientro in campo, qualche cambio, ma il tema tattico è sempre lo stesso: grande possesso palla, ma i nostri attacchi si sono sempre infranti sulla diga eretta dai neozelandesi, che portano a casa un pareggio storico, contro i Campioni del Mondo in carica (se giochiamo così ancora per poco).

Lippi, intervistato, a fine partita, ha risposto alla provocazione dei giornalisti sulle convocazioni, dicendo di aver fatto le migliori scelte possibili, aggiungendo che a casa non ci sono fenomeni. Però, guardando i giocatori in campo, e qualcuno degli esclusi “illustri”, qualche dubbio mi viene. Magari, al posto di un Gilardino irriconoscibile, che non aveva certo brillato in campionato, un’altra punta si poteva portare. Magari, al posto di un Cannavaro sempre protagonista nei gol dei nostri avversari, con “qualche” primavera di troppo, un altro difensore si poteva portare. Non servivano fenomeni. Bastavano dei buoni giocatori. Ma, il dubbio più grande, mi viene pensando alla fase di costruzione. Con Pirlo infortunato, il solo Montolivo, che oggi ha fatto un’ottima partita, ma che non basta per portare a casa i 3 punti, qualche altro giocatore “fantasioso”, si poteva portare. Ed ogni riferimento è puramente casuale.


Si è svolta, dal 14 al 17 giugno, come ogni anno a Los Angeles, l’E3, acronimo che sta per Electronic Entertainment Expo.
Si tratta della più grande fiera dei videogiochi del mondo. Le maggiori case produttrici ne approfittano per mettere in mostra le ultime novità, mostrare anteprima e collaudare l’impatto sul pubblico di nuovi prodotti. I protagonisti i quest’ultima fiera, sono stati 3: la microsoft, la sony e la nintendo.  Parola d’ordine: innovazione. Hanno mostrato prodotti avveniristici… o no?

I dubbi arrivano nel momento in cui la sony mostra il suo nuovo prodotto… il move, disponibile in europa il 15 settembre. Si tratta di un controller wireless, in grado di riprodurre i movimenti effettuati dal player nel videogame.

Il sito www.hwupgrade.it, al riguardo, scrive:

PlayStation Move rileva i movimenti con precisione grazie a una serie di sensori di movimento, tra cui un giroscopio a 3 assi, un acceleratore a 3 assi e un sensore per il rilevamento dei campi magnetici terrestri, nonché una sfera colorata che si interfaccia con la telecamera PlayStation Eye. La periferica è dotata anche della funzionalità di vibrazione che consente di ricevere un feedback fisico e può registrare voce e immagini dei giocatori. Insieme all’unità centrale ci sarà il cosiddetto controller secondario. Questo è dotato di levetta analogica e tasti direzionali per consentire ai giocatori di controllare la scelta della direzione e gli spostamenti dei personaggi. Per gli altri dettagli tecnici e per le prime impressioni d’uso vi rimandiamo al seguente video, pubblicato nei giorni scorsi su TVTech.

La sony annuncia che il futuro sta per arrivare… peccato però che il futuro tanto annunciato… è già passato! Il move della sony sembra essere, infatti, una copia spudorata del remote controller della wii, già in commercio da diversi anni. Persino identico il sistema di vibrazione del controller. Parlano di un sistema di gioco rivoluzionario, ma sembra identico al modello già presentato dalla nintendo, uscito nel natale del 2007.  Ed allora dov’è tutta questa innovazione? La playstation ha creato il suo campo, trovando nella grafica accurata la sua migliore alleata. Perchè ora vuole spostarsi sulla giocabilità? Semplicemente perchè, grazie a questa caratteristica, la nintendo, con la consolle wii, ha spodestato la sony dal suo trono, arrivando a superarla nelle vendite. Quest’ultima ha deciso bene, quindi, di prendere l’elemento di maggior successo della nintendo, di scopiazzarlo, e di spacciarlo per una sua geniale invenzione. Con una specie di pallina colorata sulla punta. A cosa serve? Senza, non si potrebbe giocare al buio!

Senza parole…