Archivio per giugno, 2010


L’estate è arrivata. Almeno così dice il calendario. Non il tempo, perchè il freddo è tornato a farsi sentire. Mentre tiriamo fuori dagli angoli remoti degli armadi le giacche, forse troppo presto accantonate, non si può non notare che oramai le mezze stagioni non ci sono più. Da qualche anno a questa parte, il passaggio dall’inverno all’estate, e viceversa, è caratterizzato da un grande sbalzo di temperatura, mettendoci ko per qualche settimana. Ma presto il caldo arriverà. E con lui, le tanto sognate vacanze. Mare o Montagna. Città o Campagna. Tirreno o Adriatico. Italia o all’Estero. Molte, troppe incognite,. Una sola certezza: il viaggio.

Molti di noi lavorano o studiano distanti da casa. Ogni giorno dobbiamo sorbirci centinaia di chilometri di asfalto. Con il caro benzina che stringe sempre di più la forbice sui nostri portafogli, tentare di risparmiare qualcosa diventa impossibile.

cinquecento carica pronta per partire per le vacanze

Chi volesse trovare un sistema, per viaggiare in compagnia, e risparmiare qualcosina, può trovare su internet un bellissimo sito: www.passaggio.it. Ecco una breve descrizione, presa direttamente dal sito:

passaggio.it è il portale gratuito di car pooling per l’Italia e l’Europa!
Il termine “car pooling” deriva dall’inglese (car = macchina, pooling = associare) e designa l’uso condiviso di un’auto da parte di più persone che compiono la stessa tratta.passaggio.it è la versione italiana del sito tedesco mitfahrgelegenheit.de, creato nel 2001, che oggi è la piattaforma di car pooling più conosciuta in Europa. Tramite questa sono stati compiuti migliaia di viaggi e, diminuendo il numero delle auto in circolazione, si è apportato un contributo rilevante alla riduzione delle emissioni di CO2.

La nostra piattaforma è pensata per i pendolari, per chi per motivi di studio e di lavoro deve percorrere giornalmente o saltuarialmente dei lunghi tragitti e anche per coloro che vogliono viaggiare in auto in modo economico ed ecologico. passaggio.it è un punto di incontro per tutti quelli che sono alla ricerca o che offrono un passaggio, sia esso giornaliero che occasionale.

Chi percorre una data tratta e vuole offrire un passaggio auto, può pubblicare gratuitamente il suo annuncio sul sito e trovare così compagni di viaggio. In tal modo non solo risparmia denaro, condividendo le spese di carburante (e di pedaggio), ma contribuisce attivamente a proteggere il clima riducendo le emissione di anidride carbonica nell’aria. In più viaggiando in compagnia, le ore trascorse in auto non saranno più grigie e noiose!

Chi cerca un passaggio ha a disposizione uno strumento di ricerca semplice ed efficace e, può mettersi direttamente in contatto con il conducente (tramite la nostra mailbox, o per e-mail o telefono) e arrivare a destinazione in modo comodo, conveniente e veloce!

Un’idea pratica e moderna, per viaggiare in compagnia, rispiarmiando qualcosina.


Ore 16:00. Inizia la seconda partita del girone F: Italia – Nuova Zelanda. La vittoria sembra scontata, tanto che i bookmakers davano l’Italia vincente ad una quota praticamente rasoterra: 1,15. Praticamente nessun guadagno. I tifosi, compreso il sottoscritto, erano ottimisti, nonostante il pareggio scarno che aveva caratterizzato l’esordio de Campioni del Mondo al mondiale sudafricano.

Dopo 8 minuti, l’impensabile: siamo sotto. Guardo incredulo il maxischermo… L’unico pensiero che ho è: “Non è possibile”.  I neozelandesi presenti allo stadio esultano in maniera sfrenata. In fondo, con questo gol, il loro mondiale lo hanno vinto.

Dopo il gol, com’era prevedibile, una sola squadra in campo. Però, qualcosa non quadrava. Se me ne sono accorto io, vuol dire che era davvero evidente.: non arrivavamo mai sotto porta. Abbiamo fatto una fatica enorme a creare gioco, nonostante avessimo sempre il controllo della palla.  Solo un tiro di Montolivo dalla distanza, riesce a riaccendere un po’ di entusiasmo. Palo.

Il pareggio è frutto di un’ingenuità difensiva della Nuova Zelanda. Atterrato in area De Rossi, calcio di rigore. Tiro di Iaquinta, gol. Grande esultanza da parte di tutti, quasi come se avessimo segnato contro il Brasile (che, mentre vi scrivo, sta asfaltando la Costa d’Avorio, avversario ben più temibile della Nuova Zelanda, vincendo per 3 a 1). Forse era l’unico modo per sbloccare la situazione. A quel punto, pensavo di vedere un secondo tempo a senso unico, con una quantità infinita di tiri in porta. Delusione. Al rientro in campo, qualche cambio, ma il tema tattico è sempre lo stesso: grande possesso palla, ma i nostri attacchi si sono sempre infranti sulla diga eretta dai neozelandesi, che portano a casa un pareggio storico, contro i Campioni del Mondo in carica (se giochiamo così ancora per poco).

Lippi, intervistato, a fine partita, ha risposto alla provocazione dei giornalisti sulle convocazioni, dicendo di aver fatto le migliori scelte possibili, aggiungendo che a casa non ci sono fenomeni. Però, guardando i giocatori in campo, e qualcuno degli esclusi “illustri”, qualche dubbio mi viene. Magari, al posto di un Gilardino irriconoscibile, che non aveva certo brillato in campionato, un’altra punta si poteva portare. Magari, al posto di un Cannavaro sempre protagonista nei gol dei nostri avversari, con “qualche” primavera di troppo, un altro difensore si poteva portare. Non servivano fenomeni. Bastavano dei buoni giocatori. Ma, il dubbio più grande, mi viene pensando alla fase di costruzione. Con Pirlo infortunato, il solo Montolivo, che oggi ha fatto un’ottima partita, ma che non basta per portare a casa i 3 punti, qualche altro giocatore “fantasioso”, si poteva portare. Ed ogni riferimento è puramente casuale.


Si è svolta, dal 14 al 17 giugno, come ogni anno a Los Angeles, l’E3, acronimo che sta per Electronic Entertainment Expo.
Si tratta della più grande fiera dei videogiochi del mondo. Le maggiori case produttrici ne approfittano per mettere in mostra le ultime novità, mostrare anteprima e collaudare l’impatto sul pubblico di nuovi prodotti. I protagonisti i quest’ultima fiera, sono stati 3: la microsoft, la sony e la nintendo.  Parola d’ordine: innovazione. Hanno mostrato prodotti avveniristici… o no?

I dubbi arrivano nel momento in cui la sony mostra il suo nuovo prodotto… il move, disponibile in europa il 15 settembre. Si tratta di un controller wireless, in grado di riprodurre i movimenti effettuati dal player nel videogame.

Il sito www.hwupgrade.it, al riguardo, scrive:

PlayStation Move rileva i movimenti con precisione grazie a una serie di sensori di movimento, tra cui un giroscopio a 3 assi, un acceleratore a 3 assi e un sensore per il rilevamento dei campi magnetici terrestri, nonché una sfera colorata che si interfaccia con la telecamera PlayStation Eye. La periferica è dotata anche della funzionalità di vibrazione che consente di ricevere un feedback fisico e può registrare voce e immagini dei giocatori. Insieme all’unità centrale ci sarà il cosiddetto controller secondario. Questo è dotato di levetta analogica e tasti direzionali per consentire ai giocatori di controllare la scelta della direzione e gli spostamenti dei personaggi. Per gli altri dettagli tecnici e per le prime impressioni d’uso vi rimandiamo al seguente video, pubblicato nei giorni scorsi su TVTech.

La sony annuncia che il futuro sta per arrivare… peccato però che il futuro tanto annunciato… è già passato! Il move della sony sembra essere, infatti, una copia spudorata del remote controller della wii, già in commercio da diversi anni. Persino identico il sistema di vibrazione del controller. Parlano di un sistema di gioco rivoluzionario, ma sembra identico al modello già presentato dalla nintendo, uscito nel natale del 2007.  Ed allora dov’è tutta questa innovazione? La playstation ha creato il suo campo, trovando nella grafica accurata la sua migliore alleata. Perchè ora vuole spostarsi sulla giocabilità? Semplicemente perchè, grazie a questa caratteristica, la nintendo, con la consolle wii, ha spodestato la sony dal suo trono, arrivando a superarla nelle vendite. Quest’ultima ha deciso bene, quindi, di prendere l’elemento di maggior successo della nintendo, di scopiazzarlo, e di spacciarlo per una sua geniale invenzione. Con una specie di pallina colorata sulla punta. A cosa serve? Senza, non si potrebbe giocare al buio!

Senza parole…


E’ stata da poco rilasciata la versione premium definitiva della suite microsoft più famosa e diffusa al mondo: Microsoft Office. C’è già chi elogia questo nuovo software, e chi invece, deluso dalla versione 2007, non ne ha neanche voluto sentirne parlare.  In ogni caso, la software house di Bill Gates sta immettendo sul mercato questo nuovo software, che presto arriverà anche nei nostri pc. Già da tempo è possibile trovare, in rete, delle versioni beta, per capire come sarà poi la versione definitiva. Per togliere eventuali dubbi sull’utilizzo o meno di questo software, vi riporto questo articolo, preso dal sito del Sole 24 Ore, tendenzialmente imparziale:

Microsoft Office 2010

Premium in prova
Lo abbiamo provato in versione definitiva (Professional Plus scaricata dal network degli sviluppatori Microsoft Msdn) su tre diverse macchine: un desktop massiccio autoassemblato, con processore quadricore Amd, 8 Gb di Ram e scheda madre Asus top di gamma, su un portatile made in Italy agile come l’Olidata Uleader Altro, sul nuovo Olivetti S1300 e e su un netbook neanche troppo aggiornato, con processore N270 ma con 2 GB di memoria ram.
La prima impressione è positiva: l’installazione su qualsiasi macchina è veloce e procede senza intoppi. Terminata questa fase, il software è pronto. Doppio click e la schermata di splash parte e rende disponibili i programmi fondamentali che costituiscono il pacchetto (Word, Excel, PowerPoint, Acces e Outlook). Tutti hanno subìto una ventata di rinnovamento, si nota subito che il pacchetto è nuovo. La sensazione è proprio quella che siano state rimesse le cose a posto dopo la fuga in avanti della non troppo fortunata edizione 2007. Va detto tuttavia che Office 2010 non introduce dal punto di vista funzionale elementi di dirompente novità, il pacchetto nelle linee base rimane quello conosciuto. È difficile fare qualcosa di veramente inedito sul fronte della produttività individuale. Il bello del nuovo Office non è tanto nelle componenti tradizionali quanto nella sopracitata doppia natura online e offline. E così si può lavorare direttamente dal browser, strumento molto comodo soprattutto quando si è in mobilità e non si usa la propria postazione o il proprio pc. Office Web Apps permette di accedere ovunque ai documenti personali e di lavoro.
Lavoro condiviso.
Il principale obiettivo di una suite per la produttività personale dovrebbe essere di semplificare il lavoro. Tutte le attività legate all’ufficio, ma no solo, nell’ipotesi ideale si trovano a portata di un clic, o poco più. Questa la logica che sembra animare Office 2010. Nel corso degli anni, le suite si sono dimostrate sempre permeabili alle esigenze dei gruppi di lavoro così come a quelle degli individui. A questa versatilità, la società di Redmond ha abbinato un’infrastruttura che si connettesse con le sue soluzioni proprietarie, Sharepoint in primis. Ebbene, ora con la release 2010 si rinsalda il rapporto tra applicativo locale e condivisione nel team tramite una serie di funzioni che aprono a un approccio più social. Protagonista di questa evoluzione è l’Outlook Social Connector, che integra le piattaforme di Microsoft e quelle di terze parti. Nel concreto, rende possibile la condivisione via Windows Live, Skydrive e, qui è la novità, anche a Linkedin, Myspace e Facebook. Un vero portale per la comunicazione in stile social network, che funziona piuttosto bene perché assicura l’aggregamento dei contatti, siano essi inerenti alla rubrica o community. Ma non è solo questa la sorpresa di Outlook: i messaggi ora sono organizzati sotto forma di chat, mentre (finalmente) il client e-mail è molto meno massiccio rispetto al passato, così funziona persino sui netbook.

Cura dimagrante

Una cura dimagrante a cui sono state sottoposte anche le altre applicazioni di Office 2010, che ora girano anche sui pc più datati. Lo si evince subito dal tempo di caricamento: pochi secondi per trovarsi di fronte al menu a ribbon, lo stesso che è stato introdotto con la release 2007. Chi non è passato da quest’ultima edizione potrebbe trovarsi disorientato: i comandi sono organizzati in modo diverso rispetto al passato, tuttavia basta abituarsi un po’ per capire come sia tutto più semplice. Le funzioni sono raggruppate per pannelli omogenei, se non fosse abbastanza intuitiva la scelta di Microsoft ora è possibile creare ribbon personalizzati. Excel e Word hanno subito miglioramenti abbastanza marginali (anche se risultano più semplici, per esempio, nell’impostare le funzioni per trattare i dati grezzi), mentre Powerpoint 2010 ora dispone di un editor di foto e video che permette di manipolare i contenuti con strumenti di ritocco e montaggio.

Compatibilità
Nell’uso si apprezza come tutti i tool siano molto rispondenti: provato anche sul netbook, i tempi di risposta sono stati bassi in qualunque occasione. E poi grazie alla tecnologia Backstage recuperare i documenti su cui si è lavorato è ancora più semplice, perché sono elencati nel pannello di gestione dei file. Rispetto all’esigente 2007, Office 2010 è un passo in avanti in fatto di prestazioni, e non da poco. Altra novità è che i file si salvano nei formati Ooxml (Office Open Xml) e Odf, quello cioè introdotto con OpenOffice e diventato standard ufficiale. La versione 2010 convince su tutta la linea, in particolar modo se si tiene in considerazione che è studiata per operare in cloud quando sarà disponibile la versione on-line della suite. Per ora questo ulteriore metodo di sharing non è ancora disponibile ma promette una vera rivoluzione su come si lavora con gli strumenti di Microsoft.

I prezzi
Con Office 2010, Microsoft ha fatto un bel lavoro – e si confermano le impressioni di qualche mese fa quando provammo la versione Beta: è quasi esente da critiche funzionali ma viene da chiedersi una volta di più perché la suite sia così ricca di funzioni accessorie spesso di dubbia utilità che poi, in pratica, ben pochi usano ma che pagano a caro prezzo. Office 2010 costerà nella versione top 500 euro (parte da 100), un bel po’ meno della versione 2007 che arrivava a costare quasi 800 euro. Non poco, per un prodotto commerciale il cui monopolio è minacciato da pacchetti gratuiti e performanti come OpenOffice che non offrono gli optional e la ricchezza estetica di Microsoft ma, in fin dei conti, sono ottimi e onesti compagni di lavoro.

Forse è rivoluzionaria, forse solo una rivisitazione della versione 2007. Non lo so. Però un pensierino, onestamente, ce lo sto facendo.


Un mese e mezzo fa, è accaduto un fatto che ha sconvolto l’intero pianeta. Una piattaforma petrolifera è affondata, a seguito di un’esplosione, riversando nell’oceano ettolitri di petrolio, che hanno formato una macchia larga circa 23 chilometri, devastando la fauna locale, con un impatto terribile per l’ambiente. Un disastro senza precedenti. In seguito, la British Petroleum, proprietaria del petrolio e della piattaforma petrolifera protagonista di questo disastro, si è presa le sue responsabilità (per spirito ambientalista, o una manovra commerciale e guadagnarci come immagine? Non lo sapremo mai…), e si è immediatamente attivata, cercando di ripulire l’oceano da quel liquido nero che, come un virus, si sta diffondendo ed espandendo nelle acque statunitensi.

Oramai, nel momento in cui scrivo, la chiazza di petrolio, è arrivata in Florida. La British Petroleum, dopo averle provate tutte (almeno così dichiarano), chiede aiuto al popolo di internet, per fermare questo disastro. Chiunque abbia qualche idea può segnalarla direttamente al sito della British Petroleum.

Però, dopo tanto perbenismo, sento di muovere qualche critica. Possibile che, a quasi due mesi dall’evento, non si è riusciti a trovare una soluzione? Com’è possibile che persino un colosso come la BP (che nel 2005 era seconda al mondo per fatturato, con vendite per 285 miliardi di dollari) non abbia o non sappia procurarsi i mezzi necessari per ripulire l’oceano?

Sono domande senza risposte, perlomeno per noi comuni mortali, che forse sappiamo un po’ tutto e un po’ niente. Intanto, su Youtube,, sta spopolando questo divertentissimo video, che mostra l’operatività della BP: negli uffici della BP, durante una riunione, un dirigente rovescia per errore una tazza di caffè bollente sul tavolo. La situazione degenera. Il caos regna incontrastato negli animi dei “buoni” dirigenti. Come fare arginare il problema?

Chi vincerà i Mondiali 2010?

Pubblicato: 17 giugno 2010 in Attualità

Aperto un nuovo sondaggio, nella pagina Sondaggio Mondiali 2010. Vi chiediamo, chi vincerà, secondo voi, i Mondiali 2010? Chi sono i favoriti? La selecion o i temibili teutoni? I tulipani o la selecao?  Oppure il nostro Belpaese?

Come inviare sms gratis

Pubblicato: 17 giugno 2010 in Web
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Ho da poco scoperto un sito che permette, in modo completamente gratuito, di inviare sms gratis, verso i numeri umts e gsm italiani. Dato che, ormai, di gratis in giro c’è poca roba, data anche la crisi, mi sembra un bel servizio.

sms gratis

Questo sito, infatti, ci consente di:

  • inviare SMS GRATIS verso numeri GSM o UMTS italiani;
  • utilizzare 122 caratteri per ciascun SMS Gratis;
  • non è richiesta nessuna registrazione o informazione personale per inviare SMS GRATIS;
  • come tutti i messaggi gratuiti inviati mediante il gateway SMS gratis, i messaggi gratis sono a consegna garantita entro pochi secondi dall’invio.

Purtroppo ci sono delle limitazioni, che però non compromettono il servizio:

  • l’invio degli SMS gratis è consentito esclusivamente verso numeri GSM e UMTS italiani;
  • complessivamente con il servizio è possibile inviare al più 1.000 SMS Gratis al giorno;
  • non è possibile inviare più di un SMS Gratis per persona
  • ci si assume la piena responsabilità del contenuto degli SMS inviati.

Il sito è www.geekissimo.com/sms-gratis.html, con  il quale potrete inviare sms a tutti, non pagando un centesimo. E di questi tempi… non è poco.